L’indennità di accompagnamento è un sostegno economico fondamentale per molte famiglie che assistono un anziano o un familiare non autosufficiente. Si tratta di una somma mensile erogata dall’INPS a chi è stato riconosciuto invalido civile totale e ha bisogno di assistenza continua. In questa guida aggiornata vediamo qual è l’importo dell’indennità di accompagnamento nel 2026, quali sono i requisiti, come si presenta la domanda e come questa prestazione può aiutare a sostenere i costi di una badante a domicilio.
Che cos’è l’indennità di accompagnamento
L’indennità di accompagnamento è una prestazione assistenziale prevista per le persone riconosciute invalide civili al 100% che, a causa delle loro condizioni, non sono in grado di camminare autonomamente o di compiere gli atti quotidiani della vita senza l’aiuto costante di un’altra persona. Non è una pensione legata ai contributi versati: è un aiuto pensato per coprire, almeno in parte, il peso economico dell’assistenza quotidiana.
A differenza di altre misure, viene riconosciuta a prescindere dall’età e indipendentemente dal reddito. È quindi uno strumento a cui possono accedere sia gli anziani non autosufficienti sia le persone più giovani con disabilità gravi, a condizione che ricorrano i requisiti sanitari previsti dalla legge.
È bene non confondere l’indennità di accompagnamento con la pensione di invalidità civile: sono due prestazioni distinte. La pensione di invalidità è legata al grado di invalidità e, per alcune fasce, a limiti di reddito; l’indennità di accompagnamento, invece, serve a compensare il bisogno di assistenza continua e si aggiunge a eventuali altre prestazioni già percepite. Le due misure, quando spettano, sono cumulabili.
Indennità di accompagnamento 2026: importo mensile
Per il 2026 l’importo dell’indennità di accompagnamento per gli invalidi civili è indicativamente pari a circa 552 euro al mese, erogati per 12 mensilità (non è prevista la tredicesima), per un totale annuo di circa 6.630 euro. Per i ciechi civili assoluti è previsto un importo più elevato. Gli importi vengono rivalutati di anno in anno: il dato va quindi considerato indicativo e verificato sul portale INPS o presso un patronato.
| Categoria | Importo mensile 2026 (indicativo) | Mensilità |
|---|---|---|
| Invalidi civili totali | circa 552 € | 12 |
| Ciechi civili assoluti | circa 1.065 € | 12 |
L’indennità è esente da IRPEF: non concorre alla formazione del reddito e non è soggetta a tassazione. Non è inoltre vincolata a come viene spesa: la famiglia può utilizzarla liberamente per pagare una badante, acquistare ausili o coprire altre spese legate all’assistenza.
Requisiti per ottenerla
Per avere diritto all’indennità di accompagnamento devono sussistere contemporaneamente due condizioni:
- il riconoscimento di invalidità civile totale (100%);
- almeno una di queste situazioni: l’impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore, oppure l’impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita (mangiare, lavarsi, vestirsi, usare il bagno) con la necessità di assistenza continua.
Hanno diritto alla prestazione i cittadini italiani, i cittadini dell’Unione Europea residenti in Italia e i cittadini extracomunitari in possesso di regolare permesso di soggiorno. Non sono previsti limiti di età.
Non ci sono limiti di reddito né ISEE
Un aspetto importante da chiarire è che l’indennità di accompagnamento non è legata al reddito. Non è richiesto l’ISEE, non esistono soglie di reddito o di patrimonio da rispettare e il riconoscimento dipende esclusivamente dalla valutazione sanitaria della commissione medica. Questo la distingue da altre misure di sostegno, come alcuni bonus o le prestazioni dei Comuni, che invece tengono conto della situazione economica del nucleo familiare.
Come fare domanda all’INPS
La procedura per richiedere l’indennità di accompagnamento si compone di alcuni passaggi. Vale la pena affidarsi a un patronato, che offre assistenza gratuita ed evita errori che potrebbero allungare i tempi.
- Certificato medico introduttivo. Il medico di base compila online, sul portale INPS, il certificato indicando la richiesta di accompagnamento e rilascia una ricevuta con un codice univoco.
- Domanda amministrativa. Entro 90 giorni dal rilascio del certificato, si presenta la domanda all’INPS in modo telematico, con SPID, CIE o CNS, oppure tramite un patronato.
- Visita medico-legale. La Commissione ASL/INPS convoca la persona per la visita (in alcuni casi può essere disposta a domicilio se il soggetto è intrasportabile).
- Verbale ed erogazione. In caso di esito positivo viene emesso il verbale e si procede alla liquidazione. Il diritto decorre di norma dalla data della domanda, con il riconoscimento di eventuali arretrati.
Se la persona assistita ha anche altri bisogni, è utile valutare in parallelo le agevolazioni collegate alla Legge 104 per l’assistenza ai genitori anziani, che possono integrarsi con l’indennità.
Indennità di accompagnamento e badante: come si integrano
L’indennità di accompagnamento nasce proprio per aiutare le famiglie a sostenere i costi dell’assistenza, e per questo è compatibile con l’assunzione di una badante. I circa 552 euro mensili non coprono l’intera spesa di un’assistente familiare convivente, ma rappresentano un contributo concreto che può fare la differenza nel bilancio familiare.
Per capire quanto incide realmente questo aiuto, è utile confrontarlo con il costo di una badante a Roma e valutare la formula di assistenza più adatta (a ore o convivente). L’indennità è inoltre cumulabile con l’attività lavorativa della persona che la riceve, quando le condizioni lo consentono, e con altre forme di assistenza domiciliare.
Quando l’indennità si sospende o decade
L’indennità viene sospesa durante il ricovero in una struttura a totale carico dello Stato o del Servizio Sanitario Nazionale, quando il ricovero gratuito supera i 30 giorni continuativi; riprende poi a partire dal mese successivo alle dimissioni. Resta invece erogata se il ricovero è a pagamento, dura meno di un mese o avviene in regime di day hospital, ambulatoriale o in hospice. In caso di revisione sanitaria periodica, è importante rispettare le convocazioni per non perdere il diritto alla prestazione.
Domande frequenti
L’indennità di accompagnamento 2026 dipende dal reddito?
No. L’indennità non è legata al reddito né all’ISEE: viene riconosciuta solo sulla base dei requisiti sanitari accertati dalla commissione medica, a qualsiasi età.
Quanto spetta al mese nel 2026?
Per gli invalidi civili totali l’importo indicativo è di circa 552 euro al mese per 12 mensilità. Si tratta di un valore soggetto a rivalutazione annuale: conviene verificare la cifra aggiornata sul sito INPS o presso un patronato.
Si può percepire l’indennità e avere una badante?
Sì. L’indennità è pensata proprio per sostenere i costi dell’assistenza ed è compatibile con l’assunzione di una badante, a ore o convivente.
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Nota: questo articolo ha finalità puramente informative e non costituisce consulenza legale, fiscale o medica. Gli importi e i requisiti possono variare nel tempo: per la propria situazione specifica si consiglia di rivolgersi all’INPS, a un patronato o a un professionista abilitato.