Quando un genitore non riesce più a stare da solo, la prima domanda che si fanno quasi tutte le famiglie è semplice: assumo io la badante o mi affido a una cooperativa? La seconda, subito dopo, è: quanto mi costa?
In questa guida mettiamo a confronto le due strade con numeri veri, aggiornati ai minimi del contratto nazionale 2026. Così puoi decidere con calma, sapendo esattamente cosa stai pagando.
Le due strade: assunzione diretta o cooperativa
Con l’assunzione diretta la famiglia diventa datore di lavoro. Firma il contratto, paga lo stipendio, versa i contributi all’INPS ogni tre mesi, calcola tredicesima, ferie e TFR. E quando la badante si ammala o va in ferie, deve trovare da sola una sostituta.
Con una cooperativa la badante è socia o dipendente della cooperativa. La famiglia non è datore di lavoro: riceve una fattura per il servizio e basta. Contratto, buste paga, contributi e sostituzioni sono a carico della cooperativa.
Non esiste una scelta giusta per tutti. Dipende da quanto tempo hai, da quanto ti pesa la burocrazia e da quanto è delicata la situazione del tuo caro.
Quanto costa una badante assunta direttamente nel 2026
Per capire il prezzo di una cooperativa bisogna prima sapere quanto costa davvero l’assunzione diretta. Ecco i minimi del CCNL Lavoro Domestico in vigore dal 1° gennaio 2026 per il livello CS, cioè l’assistenza a persone non autosufficienti:
| Tipo di rapporto | Minimo 2026 (livello CS) |
|---|---|
| Badante convivente (fino a 54 ore settimanali) | 1.193,84 € al mese |
| Badante a ore (non convivente) | 8,30 € l’ora |
| Assistenza notturna (non autosufficienti) | 1.372,91 € al mese |
| Sostituta della titolare (es. ferie) | 8,91 € l’ora |
| Indennità vitto e alloggio | 6,66 € al giorno |
Attenzione però: lo stipendio non è il costo. Sopra lo stipendio la famiglia deve aggiungere:
- la tredicesima, una mensilità in più ogni anno;
- il TFR, circa una mensilità accantonata per ogni anno di lavoro;
- i contributi INPS, da versare ogni trimestre;
- vitto e alloggio per la convivente (camera, pasti, utenze);
- le sostituzioni durante le 26 giornate di ferie annue, i riposi e le malattie.
Mettendo insieme tutte queste voci, per una badante convivente regolarmente assunta si arriva in genere a circa 1.700–1.900 € al mese, senza contare le sostituzioni. È una stima indicativa: il conto preciso dipende da orario, livello e superminimi.
Se vuoi il dettaglio voce per voce, lo trovi nella nostra guida su quanto costa una badante a Roma.
Quanto costa una badante tramite cooperativa
La cooperativa applica una tariffa unica, oraria o mensile, che comprende già stipendio, contributi, tredicesima, TFR, assicurazione e gestione delle sostituzioni. Per questo il prezzo che vedi sul preventivo è più alto dello stipendio della badante: dentro c’è tutto quello che, con l’assunzione diretta, pagheresti a parte.
Il confronto corretto, quindi, non è tra la tariffa della cooperativa e lo stipendio della badante. È tra la tariffa della cooperativa e il costo totale dell’assunzione diretta, sostituzioni comprese.
In pratica, la differenza reale tra le due strade si riduce molto quando si mettono sul tavolo:
- le ferie: 26 giorni all’anno in cui con l’assunzione diretta paghi due persone, la titolare in ferie e la sostituta;
- le malattie: nei primi giorni l’indennità è a carico tuo e intanto serve qualcuno a casa;
- la gestione: buste paga, bollettini INPS, CU annuale, calcolo del TFR, spesso affidati a un consulente a pagamento;
- il rischio di contenzioso: un errore di calcolo o un licenziamento gestito male può costare molto di più di qualche euro al mese.
Ogni cooperativa ha le sue tariffe, che cambiano in base alle ore, alla convivenza e alla gravità della situazione. Diffida di chi ti dà un prezzo senza aver capito di cosa ha bisogno il tuo caro.
Cosa è incluso (e cosa no) quando ti affidi a una cooperativa
Prima di firmare, chiedi sempre per iscritto cosa comprende la tariffa. Una cooperativa seria dovrebbe includere:
- selezione e colloquio della badante, con verifica di esperienza e referenze;
- contratto regolare secondo il CCNL e posizione INPS in regola;
- sostituzione garantita in caso di ferie, malattia o se la badante non va bene;
- un referente da chiamare quando c’è un problema;
- copertura assicurativa per infortuni e danni.
Di solito non sono inclusi vitto e alloggio per la badante convivente, che restano a carico della famiglia, e le prestazioni sanitarie vere e proprie, come medicazioni complesse o terapie infusive, che spettano a un infermiere.
Quando conviene la cooperativa
Affidarsi a una cooperativa è quasi sempre la scelta più tranquilla in questi casi:
- vivi lontano o lavori tutto il giorno e non puoi gestire imprevisti;
- serve assistenza 24 ore su 24 e non puoi permetterti nemmeno un giorno scoperto;
- il tuo caro ha demenza, Alzheimer o è allettato e cambiare spesso persona lo destabilizza;
- non vuoi fare il datore di lavoro, con tutto quello che comporta;
- hai già avuto brutte esperienze con badanti trovate col passaparola.
Quando può convenire l’assunzione diretta
L’assunzione diretta può avere senso se:
- hai già una persona di fiducia, che conosci bene;
- il bisogno è di poche ore a settimana e senza urgenze;
- in famiglia c’è qualcuno disponibile a coprire ferie e malattie;
- hai tempo per gestire la burocrazia o un consulente che lo fa per te.
Anche in questo caso, non lavorare mai senza contratto. Il risparmio apparente del lavoro in nero sparisce al primo infortunio o alla prima vertenza. Qui trovi gli errori da non fare con la badante più comuni.
Le domande da fare prima di scegliere una cooperativa
- La tariffa è tutto compreso? Fatti elencare cosa c’è dentro.
- In quanto tempo arriva una sostituta? La risposta giusta è in giorni, non in settimane.
- Posso conoscere la badante prima? Un incontro iniziale è fondamentale.
- Chi chiamo se c’è un problema la sera o nel weekend?
- Come si recede dal contratto? Leggi bene i tempi di preavviso.
- Il servizio si può pagare con il bonus anziani? L’assegno di assistenza da 850 € può essere usato anche per servizi forniti da imprese qualificate: chiedi se la cooperativa li rendiconta correttamente. Tutti i dettagli nella guida al bonus badante 2026.
Se stai ancora valutando tra servizio pubblico e privato, può esserti utile anche la nostra guida su ADI o badante privata.
Domande frequenti
La cooperativa costa sempre di più dell’assunzione diretta?
Sulla carta la tariffa è più alta dello stipendio, ma include contributi, tredicesima, TFR, gestione e sostituzioni. Se confronti il costo totale, la differenza si riduce molto, soprattutto per l’assistenza convivente o h24.
Con la cooperativa devo pagare i contributi INPS?
No. La famiglia non è datore di lavoro: contributi e buste paga sono a carico della cooperativa. Tu paghi la fattura del servizio.
Posso detrarre il costo della cooperativa?
Le agevolazioni fiscali per le badanti sono pensate soprattutto per chi assume direttamente. Per le spese verso una cooperativa dipende dal tipo di servizio e dalla fattura: chiedi al tuo CAF o al commercialista prima della dichiarazione.
Se la badante non va bene, posso cambiarla?
Con una cooperativa sì, ed è uno dei vantaggi principali. Chiedi sempre in quanto tempo viene proposta una nuova persona.
Quanto tempo serve per avere una badante tramite cooperativa?
Dipende dalla disponibilità e dal tipo di assistenza. Nei casi urgenti, ad esempio dopo una dimissione dall’ospedale, una cooperativa organizzata riesce spesso a muoversi in pochi giorni.
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Gli importi indicati si basano sui minimi retributivi del CCNL Lavoro Domestico in vigore dal 1° gennaio 2026 e hanno valore indicativo. Per calcoli precisi sul tuo caso rivolgiti a un consulente del lavoro o a un patronato.